Share 2009 esplora le complessità del mercato in epoca digitale
Conferenze, mostre, concerti, Bruce Sterling e intelligenze artificiali: al via il festival torinese dedicato ai linguaggi, alle promesse, alle sfide e alle criticità del nuovo millennio.
LUCA CASTELLI
Nella settimana che Torino consacra alle tecnologie digitali, tra conferenze di computer graphics (View Conference) e momenti di intrattenimento musicale e multimediale (Club To Club), la quinta edizione del Piemonte Share Festival si ritaglia uno spazio di riflessione importante sugli effetti che il nuovo ecosistema informativo/comunicativo sta esercitando sulla nostra vita, sia a livello di quotidianità che di dinamiche culturali, artistiche e di mercato.
Dislocato in vari spazi cittadini e della cintura, da martedì 3 a domenica 8 novembre, il festival viaggia su almeno tre binari distinti, anche se in qualche modo intrecciati tra loro: il riconoscimento alle giovani leve dell’arte elettronica (lo Share Prize), la proposta espositivo/spettacolare (mostre, concerti, installazioni) e la riflessione sul presente e sul futuro (tavole rotonde, incontri, conferenze). Proprio quest’ultimo filone è probabilmente quello dal quale emergeranno i contenuti e gli spunti più interessanti, viste anche la carta d’identità e la caratura internazionale di molti degli ospiti chiamati a intervenire.
Almeno quattro gli appuntamenti da segnare con il circoletto rosso, a cominciare da “CREATE – Lo scenario delle industrie creative e ICT”, la conferenza in programma il pomeriggio di mercoledì 4 novembre al Virtual Reality & Multimedia Park alla presenza del curatore del festival Andy Cameron (direttore della factory Fabrica) e di Mette Quinn, rappresentante della Commissione Europea per lo sviluppo delle politiche dell’innovazione. Venerdì 6 toccherà all’Università degli Studi di Torino ospitare “Digital Orbit”, ricco cartellone di incontri e presentazioni con – tra gli altri – il direttore di Wired Italia Riccardo Luna e il dj americano Carl Craig.
Gran chiusura nel weekend, con una intensa due-giorni di esplorazione del tema centrale di Share 2009, Market Forces, ovvero la complessità delle forze del mercato e i modi in cui queste si intrecciano con i linguaggi artistici, con il sistema economico e con il mondo della pubblicità nell’epoca della rivoluzione digitale. Se ne parlerà sabato 7 alle 14.30 nella conferenza “Art vs Market”, alle 16 in “L’industria dell’aRTvertising” e domenica 8 alle 14 nel grande evento di chiusura, battezzato appunto “Market Forces”, in cui si confronteranno numerosi ospiti tra cui lo scrittore e giornalista americano Bruce Sterling (curatore dell’edizione 2008 del festival) e il presidente dell’Accademia Belle Arti di Torino di Giovanni Ferrero.
Come accennato, il programma si arricchisce poi di concerti multimediali (come lo spettacolo audiovisual di Jon Hopkins e Teho Teardo, venerdì sera), mostre che cercano di gettare uno sguardo oltre l’esistente (“Fino alla fine del cinema”, sulle nuove direzioni e possibilità di ciò che un tempo chiamavamo cinema) e presentazioni dal sapore bizzarramente mutante (“Angel_F. Diario di un’intelligenza artificiale”). Un bazaar di stimoli che ben rappresenta la molteplicità di direzioni del panorama digitale.
da LA STAMPA
Nessuno di noi potrebbe immaginare la nostra vita quotidiana se non fosse stata inventata la stampa, eppure per noi è un fenomeno talmente scontato che non ci facciamo nemmeno caso. Dai giornali, ai libri alle copertine di riviste, libri, dizionari, sui vestiti, fino alle diverse etichette, la stampa è un’arte che pervade la nostra intera giornata. Certo, per ognuno di questi momenti sono utilizzate tecniche diverse, come pure le flessografiche usate sono molto diverse fra loro.