L’evoluzione tecnologica, con l’avvento e la diffusione del personal computer, negli anni scorsi stravolse il modo di fare comunicazione portando alla chiusura di molte aziende (fotocomposizioni, fotolito, fotoincisioni, ecc.) che offrivano allo stampatore i servizi di prestampa. Le realtà che seppero adeguarsi non chiusero, ma si unirono con aziende di stampa integrandosi nel reparto di prestampa del processo produttivo.
Oggi tocca ad altre realtà fare delle scelte. Le legatorie, ad esempio, devono decidere se diventare fornitore fidato di una serie ristretta di stampatori, anche specializzandosi su prodotti di alto livello qualitativo, rinunciando però a quella parte di fatturato sempre più gestito da stampatori dotati di tecnologie per realizzare le piccole tirature e le campionature.
Altro soggetto da tenere in considerazione è la stampa digitale, con un futuro che può essere di soluzioni integrate presso gli stampatori “tradizionali” oppure di tecnologie coordinate da aziende che preferiscono i grandi numeri e i servizi gestiti sfruttando al meglio le potenzialità del web e con un mercato ampliato a tutto il mondo. Questa è solo una parte dei servizi che, conoscendo i tempi, i materiali e i prezzi di stampa e di consegna, attaccano, ma ancor più aggrediranno in futuro, il fatturato dello stampatore.
Perché tutti questi problemi?
Dare una risposta univoca e certa non è possibile, ma non si può nemmeno far finta che i problemi e le soluzioni non ci siano. Il settore delle arti grafiche, attaccato pesantemente dall’evoluzione tecnologica, manca di una cultura tecnica, di un confronto tra colleghi, è povero di informazione da parte dei tecnici, ignora e snobba le automazioni. Quando vi è la tecnologia, invece, ci si accorge delle gravi lacune nella grafica e impaginazione.
Nel flusso di lavoro, infatti, problemi si riscontrano con i file, a detta di prestampatori e stampatori “realizzati da grafici incompetenti, improvvisatisi tali solo perché hanno a disposizione un computer”, che non sono adeguati a far girare le macchine senza problemi o rischi di rifacimento. I file “pronti per la stampa” dovrebbero essere realizzati seguendo regole ben definite fornite dalle stesse aziende grafiche, che hanno anche il compito di farle rispettare. Seguendo le regole che normalizzano risoluzione, metodo colore, trasparenze, ombre, ecc., si possono realizzare file pronti per la stampa senza rischi di smentita.
Saper risparmiare investendo
In prestampa si investono più euro (alcune migliaia, non centinaia!) per sistemare i file con le operazioni di preflight e repurposing, che per attivare impostazioni tecniche e controlli tali da poter svolgere un lavoro nel modo più adeguato. Tra l’altro, non bisogna scordare che eseguendo il preflight e poi repurposing si rischia di incorrere in almeno due rischi: il primo, trovato il file che non va bene bisogna rifarlo; il secondo, con la prova colore approvata, non si è certi del risultato di stampa. Sommando i rischi, ci si può azzardare a rifare il lavoro o a venderlo con lo sconto, il risultato sarà comunque un misero guadano o, peggio, una perdita.
Chi investe sul “repurposing” si giustifica che questo passaggio gli fa risparmiare euro sugli inchiostri in fase di stampa, ma non si rende conto che potrebbe risparmiare ancor di più mettendo in atto investimenti che riducono i problemi all’inizio del processo.
Un esempio concreto sui file PDF
I PDF sono una tipologia di file entrata prepotentemente nel settore delle arti grafiche. Tutti li ricevono, anche se qualche prestampatore/stampatore preferisce ricevere file aperti/nativi nonostante comportino maggiori rischi (mancanza dei font, differente versione del software, ecc.) e quindi possibili ulteriori costi di gestione per lui e per il cliente. Comunque sia, tale richiesta potrebbe essere motivata solo dal fatto che, se ci sono problemi in prestampa, si può intervenire direttamente su testi e immagini, ma ciò non deve giustificare questo modello di lavoro.
È un grave errore pensare che il PDF sia un formato universale. I PDF sono pronti per la stampa solo quando sono state stabilite e poi seguite le regole per le specifiche esigenze di utilizzo. Seguendo le norme stabilite da ISO o dal GWG, ad esempio, non solo è possibile ridurre i tempi di lavoro, ma anche i rischi e i costi. Nonostante ciò, una verifica del file (preflight) è comunque consigliata perché, essendo l’uomo a prepararli, può sempre incorrere in qualche errore.
GLOSSARIO
Il file è un insieme ordinato di dati omogenei, registrato e trattato come entità unitaria comprensibile al computer e all’utente. È altresì un elemento virtuale composto da bit, ovvero dati elettronici che vengono visualizzati dal software che l’ha generato.
La fotolito solitamente si occupa di acquisizioni da scanner ad alta risoluzione, elaborazione, produzione di pellicole in selezione colore dai file dei clienti, da cui trarre le lastre per la stampa, stampe di prove colore, stampe su plotter a colori per grandi formati, ecc.
Il Ghent PDF Workgroup (GWG) è un gruppo internazionale di associazioni industriali, fornitori ed esperti, nato per realizzare dei workflow più affidabili tra i creatori di pagine digitali (disegnatori, aziende di prestampa e agenzie) e società che elaborano le pagine fino al prodotto cartaceo finale (aziende di prestampa, stampatori digitali e di altro tipo).
Le norme ISO sono documenti volontari elaborati da ISO (International Organization for Standardization) rappresentato in Italia da UNI (Ente Nazionale Italiano di Unificazione) per promuovere il coordinamento e la diffusione di norme che facilitino gli scambi internazionali di beni e servizi e sviluppino la collaborazione in ambito intellettuale, scientifico, tecnico ed economico.
Il PDF, acronimo di Portable Document Format, è un formato utilizzato per l’archiviazione di documenti elettronici. Fornisce una fedele rappresentazione di documenti generati da diversi software applicativi e piattaforme contenenti immagini sia vettoriali che a mappatura di bit.
Il preflight comprende operazioni di verifica di un file in base a una serie di parametri impostati dall’utente. Questi controlli identificano possibili problemi legati alla struttura del file stesso.
La prestampa è il reparto di un’azienda grafica dedita alla preparazione di testi e immagini sotto forma di pellicole e lastre. La prestampa segue il ciclo di lavorazione di uno stampato che comprende tutte le operazioni che vanno dall’originale alla forma di stampa e integrano le fasi di lavorazioni che comprendono: la composizione, la fotolito e la formatura.
Il repurposing, o conversione colorimetrica dei dati CMYK con ottimizzazione della TAC, significa prendere in carico un impaginato PDF, o una serie di immagini, e adattarlo allo specifico processo di stampa del cliente sia a livello colorimetrico che ottimizzandone la copertura massima di inchiostro (TAC).
Per software ci si riferisce alla componente non fisica di un computer. Può essere inteso come l’insieme dei programmi che possono essere eseguiti sul computer. Nello specifico, il software applicativo è costituito dall’insieme dei programmi che risolvono determinati problemi dell’utente. Esempi di software applicativi sono i programmi di videoscrittura e di elaborazione grafica.
La stampa digitale, o stampa a dati variabili, è quel sistema che non necessita delle operazioni di prestampa tradizionali. È un metodo che, partendo dal progetto a computer, trasferisce i dati direttamente al supporto (Computer to Paper) o eventualmente alla forma di stampa incisa direttamente in macchina (Computer to Press).
da PRINT-PACK